Dai, su, sentiamo, donne separate colombiano sbrigati.
Si dedica anche alle riprese di architettura, con unoperosità ininterrotta che lo annuncio sesso gay milano porta a seguire ai quattro angoli del mondo il lavoro di molti dei più apprezzati architetti del nostro tempo, tra i quali Renzo Piano, Michele De Lucchi, Aldo Rossi, Norman Foster, Richard Meier.
Lo stupore è reciproco, diventa una partita di ping pong.Sì, sì, va bene, non facciamola lunga, sei sempre tu, sei sempre in treno, in poltrona, sul letto, su una panchina col tuo libro in mano, e intanto però sei anche al gran ballo dellambasciata, o su e giù per le Langhe con la mitraglia.Ora che i social e tutto quel digitare isterico rendono in qualche modo telefonabili gli scrittori, come diceva Holden, se ne approfittano.Accanto a pittura e fotografia anche larte millenaria del vetro ha spesso concentrato il suo interesse sul tema dei fiori.Ed è quella tra due giustizie, una di nome, fatta di ricostruzioni, faldoni alti due spanne, i testimoni, le prove, lavvocato, il Pm, e la pittoresca scritta La legge è uguale per tutti, entra la corte.Non è una frase storica, non è nemmeno quello là che si ricordava del ghiaccio davanti al plotone desecuzione.
Una volta entrati in questa intercapedine, come Alice che casca nel pozzo, ecco, altri buchi, altri piccoli crepacci che possono inghiottirci.Quelli bravi vi diranno che tra lo scrittore e il lettore cè un patto, è vero, in qualche modo.Sono un lettore anchio, andremo daccordo!E allora corrono, e corrono dietro al tram, e gli viene un infarto, povero dottor Zivago!Sei affascinato dalle pistole.Sono disposto per questo a tutta la ruffianaggine possibile, al paraculismo estremo, fino a dire: Ehi!O la caricatura scientifica del poliziesco tecnologico americano di inizio secolo questo secolo : si trova un pelo, lo si mette in un macchinario, anche portatile, una valigetta, e dopo tre minuti, dopo la pubblicità, saprai se il padrone del pelo beveva molto, se andava.Perché la legge e la giustizia non sono la stessa cosa, non sono in scala uno a uno, sovrapponibili.E laltra è la giustizia come la pensiamo noi, il senso di giustizia, quello che abbiamo da qualche parte tra il cuore e il duodeno, o il pancreas, che ne so, che ti fa dire: oh, che ingiustizia!, Oh, ma questo non è giusto.Che vada a scavare tra le belle parole degli altri, le frasi a effetto, quelle che magari ogni tanto servono per far colpo, o perché le sai agganciare a una situazione, perché le usi come didascalia, una stupida seduzione: Venghino, venghino, signori, egli ricorda.




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